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Notiziario a cura della redazione di AMA IL PROSSIMO - Onlus


Mercoledì, 09 Febbraio 2011 - 11:12:39

Tratto da: La Gazzetta del Mezzogiorno

Una festa con 500 invitati per finanziare lavori di orfanotrofio in Etiopia

Video: l'orfanotrofio - Foto: manifestazione di beneficenza Moreno
LATIANO - Una festa con 500 persone (molti dei quali politici, gente dello spettacolo e sindaci dei Comuni del Brindisino) per raccoglire i fondi che serviranno per completare la ristrutturazione di un orfanotrofio che già accoglie 57 bambini di strada nel cuore dell'Africa. E' questo l'iniziativa - l'ultima in ordine di tempo - a cui sta lavorando adesso l'associazione Onlus "Amailprossimo" fondata da Pietro Donativo, un imprenditore che da una decina di anni si è stabilito in Etiopia. Nel corso della serata sarà inoltre presentata una iniziativa editorale (curata da un editore locale): un libro che racconta la storia dei bimbi di strada, con foto e disegni realizzati dagli stessi bimbi africani.

L'iniziativa anche questa volta si terrà nel grand hotel Tenuta Moreno il prossimo 1° ottobre. «Si tratta - spiega Donativo - di coinvolgere i miei concittadini e non solo, che in questi anni hanno contribuito a questo progetto e informarli dettagliatamente a cosa sono serviti i contributi donati e cosa vorremmo ancora realizzare».

Donativo nei prossimi giorni in Puglia cercherà di incontrare il presidente di una importante squadra di pallacanestro che milita in A2 per chiedere di poter sensibilizzare gli sportivi pugliesi a questo progetto di solidarietà. Alla serata saranno invitate le squadre di calcio di Latiano e Francavilla Fontana.

La storia personale di Donativo, un imprenditore nel settore della grande distribuzione organizzata, titolare oggi di una decina supermercati in tutta la Puglia, è in un certo senso e per certi versi straordinaria.
Tutto ebbe inizio nel lontano 2002 quando Donativo conobbe don Paolino Patrizi, padre dell'Ordine dei Cistercensi del Santuario di Cotrino, per lunghi anni missionario in Etiopia. L'imprenditore di Latiano a quel tempo proprietario di una ventina di ipermercati in Puglia, partì per andare a trovare quel suo vecchio amico frate in Etiopia. E fu in quel viaggio che i due fecero una scommessa: aprire un piccolo ospedale ad Arbabà, in Etiopia, Africa.

La storia d'amore e di fede tra padre Paolino e Donativo nacque qualche anno prima quando il frate, figura straordinaria e carismatica per la sua storia personale, invitò l'imprenditore latianese a non andare quell'anno a trascorrere le vacanze in uno dei favolosi villaggi di un paese esotico, ma a visitare quella zona dell'Africa povera e abbandonata. Donativo partì, vide. Quella esperienza non finì con una semplice emozione o con il racconto agli amici una volta tornato a casa.

Donativo promise a don Paolino che avrebbe fatto qualcosa per quella gente. Da allora il suo impegno ha portato frutti straordinari. Oggi vive in quel Paese, gestisce un orfanotrofio lasciatogli da religiosi italiani. In quella struttura oggi sono ospitati 57 bambini. Lui e la moglie etiope, dalla quale ha avuto un figlio Alberto, insieme ad altro personale del luogo accudiscono bambini provenienti dall'intera area circostante. Un altro progetto, questo, che Pietro ha realizzato grazie ai contributi degli italiani amici a al sostegno fondamentale della società della Grande distribuzione italiana.

Tutto questo è cominciato una decina di anni fa, prima con contributi personali, poi con la raccolta di fondi in Italia. A quel tempo Donativo pensò di coinvolgere l'intera struttura commerciale di una delle più importanti catene di distribuzione alimentare italiane della quale è uno dei soci: la «Sisa», (Società italiana supermercati associati) con oltre 700 punti vendita in tutta Italia. Ogni anno la Sisa destina una piccola somma per un progetto umanitario. Ogni anno Donativo (ancora oggi propietario di due o tre supermercati in provincia di Brindisi gestiti da personale di sua fiducia) torna per spiegare come ha impiegato il denaro che i 700 ipermercati destinano a questi programmi di aiuti in Africa.

In tutti questi anni con un investimento di qualche milione di euro sono state realizzate una scuola per 2000 bambini, un edificio per attività culturale e ricreativa, un altro per la formazione professionale, una chiesa ed una casa delle suore dell'Ordine «figlie di Sant'Anna».

Nel marzo del '98, Donativo e mille soci della «Sisa» furono ricevuti in Vaticano dal Papa. Giovanni Paolo II chiese del progetto e ringraziò a nome della Chiesa. Poi, Donativo, nel settembre 2001, ritornò in Etiopia: in... vacanza. E in quella occasione naque il nuovo sogno: realizzare un ospedale attiguo al villaggio del fanciullo, l'unico nell'intera regione.

Oggi Donativo vive quasi stabilmente in Etiopia, ha sposato Mesi, una bellissima donna Etiope dalla quale hanno avuto un bimbo, Alberto di pochi mesi.

Entrambi si occupano dell'orfanotrofio che ospita 57 bimbi di strada. La moglie, Mesi. in questi giorni è dovuta ripartire alla volta di Addis Abeba per riaprire la scuola. Ritornerà per il primo ottobre portando con se alcuni spezzoni di film che testimoniano il lavoro svolto in quella terra dimenticata e povera. Molte storie però non possono essere raccontata per immagini.

Per questo Pietro conta di raccogliere in un libro alcune esperienze che in Africa sono all'ordine del giorno, ma che in un paese come il nostro sono straordinarie e incredibili. Un libro raccontato con le immagini e i disegni realizzati dagli stessi bimbi che verrà stampato gratuitamente da un editore locale, il cui titolare è un amico di infanzia dello stesso Donativo. Il ricavato di quel libro serivirà anch'esso per un'altra opera da realizzare in Africa.


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